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Immagina … come sarebbe se l’Ossola fosse “autofrei” quindi libera da macchine?

Una utopia fattibile per il VCO

– da Erik Bornscheuer –

Introduzione: Immagina che fai un viaggio nell’Ossola e lasci la macchina al posteggio di Gravellona, poi sali su uno dei treni che partono ogni quarto d’ora attraversando tutta la valle, per Domodossola fino a Formazza. Nel tratto del Sempione passano i treni merci e navetta per automobili. Nelle valli laterali si estendono le funivie e seggovie riscaldabili e riparati con dei servizi di caricare merci ad orari prestabiliti. Sulla vecchia superstrada invece circolano dei bici, scooter pedalati ed elettriche e altri veicoli mossi senza combustione. Al di sotto gli spazi sono usufruibili. Le grande strade sono affiancati con alberi e piante e aiule, orti e campi di gioco come in un parco curati dagli abitanti e da appassionati. In casette di sosta costruiti in modo bello, accogliente e individuale si possono mangiare, bere e acquistare i prodotti degli orti e dei frutteti. Anche le altre strade vengono curate dalle comunità dei vicini che danno dei consigli e decidono sull’uso e la manutenzione nel senso di diversità, cioè per veicoli con ruote, camminatori, corsisti e anche animali da cavalcare. Le strade principali sono coperte da persiane elettriche che si alzano e abbassono secondo il tempo. L’elettricità è domestica, viene prodotta in modo intelligente e adatto alla situazione con pannelli solari, acqua, vento e altre fonti di energia sostenibile.

L’idea è quella di uscirne dai vari condizionamenti e obblighi di materia e presentare un modello per lo sviluppo di una zona particolare con poli estremi: L’Ossola, posizionata come cuneo nella Svizzera è allo stesso tempo marginale e centrale, da molti decenni quasi deruralizzata e da alcuni quasi deindustrializzata. Bensì si gode di richezze naturalistiche, alta montagna, collinare e laghi e beni culturali da diverse epoche e provenienze c’è poco sfruttamento turistico. Perché gli abitanti apprezzano la vita tranquilla e c’è anche per tanti il fatto di lavorare e guadagnare buoni soldi oltre il confine di stato. Questo però è una realtà spesso dura, incerta e di grande dipendenza dalle decisioni prese all’estero quindi una situazione che può creare stress e malanimo e non fornisce ampie prospettive. Ma cosa si può fare?

Un approccio più indipendente e soprattutto inclusivo coinvolgendo tutti i cittadini, di meno sfruttamento e più creatività mostra la cosiddetta “tripartizione sociale” ideata dal scienziato, artista e ricercatore spirituale Rudolf Steiner dopo la Prima Guerra Mondiale. Secondo questo concetto la società ovvero “l’organismo sociale” è suddiviso in 3 parti costituenti che agiscono però separatamente, ciascuna sul conto proprio, per poi formare un insieme complementare. Essi sono: la politica rispettivamente la giustizia, l’economia, e last but not least, la vita spirituale rispettivamente la cultura. Per capirne un po’ più profondamente e in modo dettagliato trova in questo blog l’articolo “L’idea del reddito di base”. Quali sono i compiti di questi settori in merito nella situazione attuale?

1) politica e giustizia: Viene organizzato un referendum a cui partecipa tutta la popolazione adulta (e i giovani di 14-18 anni con la metà dei voti) sulla rinuncia ai veicoli di combustione fra 3 anni e sull’introduzione della tripartizione sociale con la separazione dei tre settori che comporta la trasformazione del vco in una regione autonoma come per esempio la valle d’Aosta.

Poi in generale la politica e la giurisprudenza si limitano a garantire l’uguaglianza e la giustizia per i cittadini, anche minoranze, e per tutte le persone e viveri presenti sul territorio. E’ riconosciuto e tutelato lo sviluppo individuale, la libera formazione, l’ambiente e la scelta nonché esecuzione delle attività professionali come contributi del cittadino maturo alla società. Viene garantito ed assegnato un reddito di base di € 1000 all’adulto e di € 700 ai minorenni.

2) L’economia si basa sulle attività professionali liberamente scelte perché c’è il reddito di cittadinanza che permette di realizzare le proprie, migliore facoltà e desideri per il bene della comunità, anche visto in modo globale. Si occupa della produzione, distribuzione e consumazione dei beni e servizi e può assumere la forma di associazioni in cui sono presenti i rappresentanti delle aziende e i consumatori.

Attività adatte alle condizioni ambientali sono per esempio l’agricoltura biologica e biodinamica soprattutto nelle piccole e medie realtà montane orticoltori, frutticoltori promuoventi delle antiche varietà, allevatori con prodotti di latte di alta qualità, erbe officinali. Poi il turismo “dolce” oppure di “tocco” con l’ambiente e gli abitanti, attività sportive e ricreative, anche con gli animali, l’escursionismo per individui, famiglie e gruppi, anche scolastici. Potranno fare un altro pilastro, in conseguenza all’esperienza vissuta, i mezzi di trasporto sostenibile e pulito quanto menzionati prima. Poi l’edilizia con le capacità di creare case, edifici e interni belli e individuali con i materiali presenti in vicinanza, per es. muri a secco sarà un punto di forza di questi mestieri, che creano anche una formazione professionale. Integrando in pregi di un’altra cultura presente in zona le stufe a legna tipo “stube Walser” costruite su misura con estensione per termosifoni diventano un modello per le zone montane e fredde.

3) La vita spirituale ossia la cultura va sostenuta dall’individuo e le sue libere espressioni di sviluppo e maturità personale. Questo richiede la libera fondazione e formazione delle scuole di ogni tipo e indirizzo. Significa che esse vengono fondati e gestiti solamente dai educatori, professori, docenti e insegnanti cioè dal personale che ci lavora. Lavorano indipendentemente dallo stato e da interessi economici anche nel senso finanziario, scelgono liberamente i contenuti, la pedagogia applicata e devono la risponsabilità ai loro clienti e in generale alla comunità. I genitori e studenti hanno la libera scelta della scuola dove sono anche coinvolti nelle attività di manutenzione. Lo scambio culturale con le zone di confinamento con la Svizzera tedesca, francese e italiano allarga le prospettive e aumenta la consapevolezza per il valore delle culture diverse.

Prospettive: E’ possibile che per un primo passo la zona senza automobili inizia dopo Domodossola coprendo l’Alta Valle Ossola per poi estendersi sulla bassa valle e le valli laterali. Si può anche pensare di introdurre una valuta parallela domestica “Lo Stambecco” che serve per tutti i beni e servizi prodotti e consumati in zona. Il reddito di base nel primo anno lo si paga 50% in Stambecchi e 50% in Euro, il secondo anno 60% a 40%, il terzo 70% a 30% e così via.

Comunque la situazione e l’atmosfera stimolante di transizione e trasformazione creativa e artistica attrae persone interessate allo scambio delle idee ed esperienze. Possono essere architetti e progettisti ambientali, ma anche persone private da tutto il mondo che ricevono e danno spunti per l’andamento del progetto. Ci terrano assamblee annuali dove si discutono le iniziative con effetto giuridico e prendono le decisioni importanti nei referendum. Ci saranno magari anche ostaccoli come la resistenza da parte di politici e imprenditori. Questo, sebbene non da sottovalutare, dà però anche un rinforzo perché aiuta ad accorgersi dei punti deboli e stare svegli e in contatto con la realtà circostante.

Erik Bornscheuer

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